... dedicato alle scarpe, all'arte, alla moda e alla tradizione calzaturiera che il Museo simbolicamente rappresenta

sabato 31 marzo 2012

XIV SETTIMANA DELLA CULTURA

14/22 aprile 2012

Anche quest'anno Sant'Elpidio A Mare aderisce alla Settimana della Cultura, l'iniziativa promossa dal MIBAC che, per promuovere e valorizzare il patrimonio culturale italiano, apre gratuitamente le porte di musei, ville, monumenti, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali, per nove giorni, dal 14 al 22 aprile su tutto il territorio nazionale.



E Sant'Elpidio a Mare, per l'eccellenza delle sue proposte, pur non disponendo di edifici o musei statali, intende accogliere comunque l'invito del Ministero.

Programma eventi:
14.04.2012
Stagione di Prosa e Danza “Incontroluce”
SABOR DE TANGO
Compagnia Naturalis Labor
Teatro Cicconi, Corso Baccio, Sant’Elpidio a Mare - ore 21.15
Info e prenotazioni: Tel.0734 902107

20.04.2012
NOTE D’ARCHIVIO: TITO ROSATI, UN VIOLONCELLISTA ELPIDIENSE NELL’ITALIA DEL XX SECOLO
Contrada San Martino, Via Boccette 39, Sant’Elpidio a Mare - ore 21.00
Ingresso libero

21.04.2012
MUSICA NEGLI SCRIGNI DELL’ARTE - GALÀ PREMIO GIORDANIELLO 2012
Concerto di musica classica con Dante Milozzi (flauto) e Pierluigi Panfili (chitarra)
Chiesa San Filippo Neri, Corso Baccio, Sant’Elpidio a Mare - ore 21.15
Ingresso libero

21.04.2012
- PRESENTAZIONE DEL NUOVO ALLESTIMENTO DEI MUSEI CITTADINI: Pinacoteca Civica "Vittore Crivelli" e Museo della Calzatura "Cav. Vincenzo Andolfi"

- TAVOLOZZA MUSICALE
Inaugurazione della mostra di Daniela Tesi con degustazione di prodotti tipici

Corso Baccio 31, Sant’Elpidio a Mare - ore 21.30
Ingresso libero

22.04.2012
VISITE GUIDATE GRATUITE CENTRO STORICO E RETE CIVICA SEMusei
Partenza: ore 17.00
Info e prenotazioni: Ufficio Turistico Comunale
Corso Baccio 91, Sant'Elpidio a Mare
Tel. 0734 8196.407-372-373



La Settimana della Cultura, del resto, è ormai divenuta un'altra grande festa collettiva, così come la Notte dei Musei d'Europa, la Giornata del Trekking Urbano e le Giornate del Patrimonio che riscuotono sempre un gran successo nella città elpidiense, grazie ad un ricco calendario di appuntamenti: mostre, aperture straordinarie, concerti, convegni, visite guidate per le scuole e turisti, che renderanno ancora più speciale l’esperienza di tutti i visitatori.
Lo scopo fondamentale di questa iniziativa, infatti, è quello di trasmettere soprattutto alle nuove generazioni l’amore per l’arte e favorire nuove esperienze culturali attraverso la conoscenza dell’immenso patrimonio che abbiamo tra le mani e sotto gli occhi giorno dopo giorno magari sottovalutandolo.
Per questa ragione “La cultura è di tutti: partecipa anche tu” è il tema conduttore che il MIBAC ripropone ormai da qualche anno per sottolineare l’universalità del nostro patrimonio, unico e inimitabile, che durante queste giornate si vuol mettere a disposizione per favorirne una maggiore conoscenza e abituare i cittadini a frequentare assiduamente i luoghi d’arte, passaggio necessario per un’autentica crescita civile, sociale e culturale della nazione.
Gli eventi sono organizzati dall'Assessorato alla Cultura e Turismo.

venerdì 24 febbraio 2012

CONCORSO VIDEO CONTEST "I LOVE ITALIAN SHOES VIDEO TAG"


ll Museo della Calzatura "Cav. Vincenzo Andolfi" si è classificato secondo  al concorso internazionale "I love Italian Shoes video tag" oragnizzato dall' ANCI per raccontare in video tag un magnifico oggetto di seduzione: la calzatura italiana.
Ai partecipanti era stato chiesto di commentare liberamente 5 calzature rigorosamente Made in Italy alle quali abbinare capi di abbigliamento.
Il Museo ha così realizzato il video contest "Talk Shoe", che racconta l'evoluzione del costume attraverso alcune calzature particolarmente rappresentativeche fanno parte della sua ricca collezione.
Il video è stato realizzato in collaborazione con i ragazzi dei Centri di Aggregazione Giovanile di Sant'Elpidio a Mare che, per l'occasione, si sono trasformati in simpaticissimi attori.



CLICCA IL LINK PER VEDERE IL VIDEO

http://www.youtube.com/results?search_query=video+contest+anci&oq=video+contest+anci&aq=f&aqi=&aql=&gs_sm=3&gs_upl=4838l8587l0l8922l18l18l0l7l7l0l160l1138l0.8l8l0

martedì 17 gennaio 2012

TENDENZE MODA PER LE CALZATURE UOMO DONNA

Micromuseum 6 - collezione primavera / estate 2011

Leggi l'articolo

http://www.commercio-internazionale.it/ViewArticolo.aspx?Id_Articolo=582


TENDENZE MODA PER LE CALZATURE UOMO E DONNA

Micromuseum 6 - collezione A/I 2010-11

Leggi gli articoli:

http://www.ancionline.com/anci/main.nsf/all/04D4A1E53BA07657C12576BE0049359F?opendocument

http://www.italtrade.com/countries/asia/hongkong/news/17774.htm



MICROMUSEUM, IL BELLO DELLE CALZATURE MADE IN ITALY

da IL GIORNALE .IT Economia

Le calzature made in Italy: una storia che viene da lontano. E che è ancora profondamente attuale, come dimostra Micromuseum, l'esposizione, che mette sotto la lente il fascino inimitabile dell'eleganza italiana e la straordinaria capacità produttiva dei distretti calzaturieri: Venezia, Fermo e Vigevano
di Laura Verlicchi - 21 gennaio 2010, 18:09

Leggi l'articolo:

http://www.ilgiornale.it/economia/micromuseum_bello_calzature_made_italy/economia-attualit-calzature-micromuseum/21-01-2010/articolo-id=415635-page=0-comments=1

sabato 14 gennaio 2012

FACEBOOK ... IL MUSEO RADDOPPIA

Facebook ...


Dopo il grande successo della prima pagina dedicata al Museo della Calzatura "Cav. Vincenzo Andolfi" di Sant'Elpidio a Mare, che in pochi mesi ha consolidato le 5.000 amicizie raggiungendo il limite massimo consentito da Facebook, nasce la nuova pagina Museo della Calzatura II, molto simile alla prima per darne continuità con lo stesso stile e completezza.

Un'ulteriore opportunità, dunque, affinché tutti possano conoscere il Museo, per accogliere le tantissime persone che ogni giorno chiedono la nostra amicizia e, soprattutto, per continuare ad informarvi sulle nostre attività e progetti.

Vi invitiamo quindi a cercarci su Museo della Calzatura II per accompagnarci sempre più numerosi nel meraviglioso mondo delle calzature !!!

IL DISTRETTO CALZATURIERO FERMANO-MACERATESE


Sant’Elpidio a Mare è uno dei centri più noti della regione Marche non solo per le sue bellezze monumentali ed artistiche, ma anche per la sua vocazione calzaturiera e l'alta qualità dei prodotti realizzati che rappresentano l’Italian Style nel mondo.

La volontà di valorizzare l’enorme patrimonio produttivo e, quindi, di custodire una parte fondamentale della sua storia e delle sue tradizioni, nel 1998 ha trovato il giusto riconoscimento nell’istituzione del MUSEO della CALZATURA, intitolato poi alla memoria del “Cav. Vincenzo Andolfi”, suo ideatore e fondatore insieme all’Amministrazione Comunale.

Il Museo, che conserva ed espone una ricca collezione di scarpe, stivali, macchinari, forme e strumenti per la lavorazione della calzatura, offre dunque al visitatore un quadro assai suggestivo sull’evoluzione della moda, del costume e, soprattutto, di un territorio che si è distinto per l’alta qualità dei suoi numerosi insediamenti artigianali ed industriali che nel corso del tempo hanno dato vita al “Distretto calzaturiero fermano-maceratese”.

Le origini del distretto calzaturiero fermano possono essere ricondotte al XV secolo. Fonti storiche segnalano la presenza di piccole botteghe artigiane, perlopiù limitate alla produzione di calzature destinate ai mercati cittadini, in numerosi centri del territorio dove le corporazioni di calzolai hanno sempre avuto notevole peso, come attestano gli statuti cittadini e quelli delle associazioni di mestiere.

Non è un caso che, in una delle opere più importanti della letteratura italiana, Il Decamerone di Boccaccio, all’interno di una novella si faccia esplicito riferimento alla produzione di calzature a Sant’Elpidio a Mare. 

Le Marche furono inoltre un grande centro di importazione del cuoio dalla Grecia, dall’Albania, dalla Sclavonia (attuale Croazia), e dalla Bulgaria.

Tuttavia, gli studiosi sono per lo più propensi a far risalire l’effettiva nascita del distretto calzaturiero fermano ai primi tre decenni dell’Ottocento.

Originariamente i comuni coinvolti furono Sant’Elpidio a Mare, Montegranaro, Monte Urano e Monte San Giusto. La produzione sviluppata era quella delle chiochiere, ossia le pianelle di stoffa o pelle, prive di tacco, con suola leggera di pelle cavallina, che in un primo tempo vennero prodotte quasi esclusivamente per i mercati regionali; successivamente l’area d’influenza commerciale si estese allo Stato Pontificio e al Regno di Napoli.

Verso il 1870 l’introduzione della macchina a pedale per cucire le tomaie, facilitò l’inserimento della manodopera femminile nella produzione calzaturiera ed estese il numero dei Comuni interessati dalla produzione di scarpe con forme di decentramento extracomunale.

Nei primi anni del Novecento vi fu una riconversione produttiva che portò all’abbandono della produzione delle chiochiere e all’avvio di quella di scarpe di tipo economico.

La vera e propria escalation artigiano-industriale è iniziata nel 1945, contestualmente all’evoluzione del settore agricolo. Decine e decine di migliaia di giovani, abbandonando il lavoro dei campi, si riversano nelle botteghe calzaturiere a gestione familiare che, anno dopo anno, si moltiplicano per il cosiddetto fenomeno di gemmazione, aumentando progressivamente fatturato e occupati.

Il distretto calzaturiero si concretizza però alla fine degli anni ‘60 con l’inizio della produzione industriale di calzature. I fattori all’origine della svolta vanno individuati da un lato nella tradizione artigianale preesistente che ha consentito di trasferire un patrimonio di conoscenze tecniche, professionali e produttive nella nascente industria calzaturiera, dall’altro nella diffusione della mezzadria che ha favorito l’esprimersi dello spirito imprenditoriale e che, con la sua scomparsa, ha direttamente liberato energie produttive per il settore calzaturiero.

Negli anni ’70 le imprese marchigiane si sono trovate così in una posizione di vantaggio, offrendo prodotti qualitativamente e stilisticamente apprezzabili e a costi contenuti. La conseguente crescita della richiesta ha dunque portato alla nascita spontanea di una miriade di piccole e medie imprese.

Un elemento molto importante nella comprensione del fenomeno che ha trasformato la produzione manifatturiera ed artigianale in una produzione industriale e di massa è anche quello che ha riguardato il passaggio dalla lavorazione interna di tutte le fasi del ciclo produttivo all’esigenza di esternalizzare fuori dalla fabbrica un numero sempre crescente di fasi produttive per gestire produzioni complesse e sempre più specialistiche, creando nell’area un indotto di piccole imprese specializzate nelle diverse fasi del ciclo produttivo come ad esempio i tacchifici, i tomaifici. i guardolifici, e cosi via.

Negli ultimi decenni, tuttavia, l’industria calzaturiera marchigiana registra segnali di crisi soprattutto a causa del forte aumento delle importazioni e di una contrazione delle esportazioni.

Le ricette per superare momenti recessivi sono state diverse, costringendo le imprese ad avviare processi di ristrutturazione organizzativa e di investimento.

Se da una parte per accrescere la competitività, un gran numero di aziende ha avviato processi di delocalizzazione della produzione in paesi con basso costo di manodopera; dall’altra molte hanno lavorato per rafforzare sui mercati i propri brand e conquistare quei segmenti di mercato fortemente caratterizzati dalla qualità dei materiali, delle lavorazioni, della rifinitura, ossia puntando sulla qualità, l’innovazione e la creatività: tre ingredienti che hanno reso alcuni marchi marchigiani tra i più noti e famosi al mondo.